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Casa diffusa, quando il bagno è spazio dell’anima

Mastella  /  Luglio 9, 2019

Cos’hanno in comune un progetto di interior design e la psicologiaL’evoluzione della dimensione familiare e personale si riflette sempre più anche nell’architettura e nell’interior design, è dunque importante che uno studio di architettura tenga in considerazione anche gli aspetti psicologici per ottenere una realizzazione davvero su misura.

Di questo si è parlato durante l’evento Casa Diffusa – Il bagno lo spazio dell’anima: architettura e psicologia a confronto, organizzato dallo Studio trevigiano Cù Design a Treviso presso lo Showroom Mastella e MastellaDesign in via E. Azzi 7, a Treviso.

L’evento Casa Diffusa

Se architettura e psicologia si incontrano, nascono progetti di interior design che mettono davvero al centro la persona. Con questa convinzione, noi di Mastella abbiamo accettato l’invito di CÙ Design a collaborare all’organizzazione della seconda tappa del percorso Casa Diffusa.

Durante l’incontro, riservato esclusivamente agli architetti, è stato affrontato il tema dell’architettura dell’ascolto, dove il particolare metodo Interior-D ideato da Cù Design interpreta un nuovo modo di progettare gli spazi domestici. A ogni ambiente la sua identità, in profonda relazione con il nostro spazio interiore. Così anche la stanza da bagno può divenire spazio dell’anima.

Attraverso lo strumento di una rassegna talk, ognuno dedicato a un ambiente o stanza, Casa Diffusa ha posto in dialogo architetto e psicologo sul delicato tema della progettazione partecipata e della realizzazione delle aspettative del committente.

L’evento, riservato ai professionisti del settore, è stato supportato anche dall’Ordine degli Architetti di Treviso, al fine di promuovere un dialogo tra i colleghi sul tema dell’empatia progettuale tra cliente e progettista e sull’opportunità di incrementare il valore aggiunto di uno studio di architettura nel processo progettuale, di cantiere e di consegna.

Perché il bagno come spazio dell’anima

Durante il talk è stato evidenziato come il bagno sia lo spazio domestico riservato per eccellenza all’immersione in se stessi, un luogo sempre più di isolamento e benessere, non soltanto “di servizio”. Questo aspetto è stato esaminato secondo le tre prospettive dell’architetto, dello psicologo e dell’azienda produttrice di mobili bagno: quando queste tre figure riescono a dialogare tra loro, il cliente sarà indubbiamente soddisfatto del risultato finale.

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Il ruolo dell’architetto: l’intervento dell’arch. Carla Palù

“Se osserviamo l’evoluzione storica del bagno notiamo come da spazio pubblico sia diventato sempre più uno spazio privato. Un vero e proprio specchio dell’Io. Non è solo un luogo ma anche un momento di benessere. Spesso l’unico spazio della casa in cui posso chiudermi a chiave e stare da solo. La clientela ci chiede maggiore intimità anche semplicemente nella richiesta di progettare un secondo bagno, riservato agli ospiti, in modo da considerare il proprio bagno privato come un luogo davvero esclusivo”.

Il ruolo dello psicologo: l’intervento del dott. Tito Sartori

“La vera sfida è nell’imparare ad ascoltare i bisogni del cliente, anche quelli inespressi, magari attraverso le domande giuste. Il metodo Interior-D si basa proprio sulla contaminazione interdisciplinare: seduti al tavolo di lavoro al nuovo progetto architettonico ci sono di fatto tre esperti, l’esperto dei propri bisogni (il cliente), l’esperto delle domande che permettono alle persone di esprimerli (lo psicologo) e infine l’esperto delle soluzioni tecniche (l’architetto). In questo modo quello che ne esce è un progetto condiviso, nel quale l’architetto fa un passo indietro rispetto a quella che può essere una sua visione personale del progetto e accetta di dialogare insieme al cliente nella ricerca della migliore soluzione possibile”.

Il ruolo dell’arredo bagno: l’intervento di Cristina Mastella

“L’evoluzione dell’arredo bagno, nell’ultimo decennio, ha seguito il progressivo evolvere dell’attenzione che la persona stessa pone verso la cura de proprio corpo, del benessere individuale.” Così si è espressa Cristina Mastella ,che, assieme alla famiglia, oggi è alla conduzione dell’azienda Mastella, fondata nel 1984 dal padre a attuale amministratore, Antonio Mastella.

Il bagno è diventato, quindi, il luogo dell’intimità, della cura di sé, della pausa dai ritmi frenetici. Noi, come produttori abbiamo notato un ruolo sempre più centrale della vasca da bagno freestanding ,meglio se ampia, ma comunque dev’essere confortevole e protagonista, o della doccia, richiesta sempre più spaziosa, possibilmente senza barriere, in versione walk-in, arricchita di elementi come la cromoterapia e l’aromaterapia. 

La stanza da bagno è quindi quel luogo in cui rifugiarsi e isolarsi, dove si cerca la comodità e  la capienza di un mobile che accolga tutto il nostro necessaire, anche tecnologico. La richiesta oggi è di lasciare spazio al bagno e non relegarlo alla terza o quarta stanza della casa. Aumentano anche  le necessità per la presenza di un secondo bagno in casa, dedicato proprio a chi viene in visita, all’ospite a cui non mostriamo il nostro ambiente intimo, bensì abbiamo il piacere di accoglierlo in un ambiente per lui pensato, anche piccolo, arredato con il minimo indispensabile, ma sempre curato e di gusto, che gli trasmetta il calore della nostra casa.”

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# bagno # eventi